L’Equinozio di Primavera è un momento astronomico che sempre rappresentato il simbolo del rinnovamento e dell’inizio di un nuovo ciclo. Per questo è stato legato al mito di Ade e Persefone, una testimonianza della capacità dei nostri antenati di interpretare il mondo naturale mediante narrazioni simboliche.
A livello astronomico, l’Equinozio di Primavera è il momento, all’interno del moto di rivoluzione che compie la Terra, in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata. Nell’antichità, questo evento astronomico era celebrato con rituali che avevano l’obbiettivo di connettere l’Uomo con la Natura e gli Dei. Questi riti erano connessi ai racconti mitologici, in particolar modo al mito di Ade e Persefone.
Le culture antiche interpretavano l’Equinozio di Primavera come il passaggio delle stagioni. Dal freddo e inospitale dell’inverno alla mitezza della primavera, legata al rinnovarsi della vita. Al naturale cambio delle stagioni, i nostri antenati hanno legato una storia che ha per protagonisti gli Dei.
proveniente dall’area del Santuario della Malophoros di Selinunte,
Museo Archeologico Antonino Salinas (foto di A. Patti)
Secondo la leggenda, Core (o Kore), la giovane e radiosa figlia degli dei Demetra e Zeus, fu rapita da Ade. Il dio dei morti e sovrano degli Inferi, innamoratosi della dea della primavera, organizzò il rapimento per poterla sposare. Secondo il mito, il rapimento ebbe luogo sulle rive del lago di Pergusa, in Sicilia.
Il rapimento causò la disperazione di Demetra, della dea della fertilità e della terra. Ella infatti, cominciò a vagare per la terra in preda al dolore, causando la desolazione e la scarsità dei raccolti. Negli Inferi, Core divenne la moglie di Ade e regina dell’Oltretomba, e il suo nome (“fanciulla”) divenne Persefone (“portatrice di caos”).
Solo un accordo riuscì a risolvere il conflitto. Secondo il mito infatti, Persefone è costretta a trascorrere parte dell’anno (3/6 mesi) con sua madre e la restante parte del tempo col marito. Il ritorno temporaneo di Persefone sulla terra riporta la gioia nel cuore di Demetra, e simboleggia il ritorno della fertilità dei campi e della vita.
Il legame tra l’Equinozio di Primavera e il mito di Ade e Persefone è il filo conduttore di una storia colma di mistero, potere e cambiamento. L’Equinozio di Primavera è il momento in cui, metaforicamente, Persefone ritorna alla luce del mondo dei vivi, portando con sé la promessa di trasformazione. Soltanto la sua presenza causa l’alternanza delle stagioni: la rinascita della terra in primavera, dopo l’inattività dell’inverno. Perciò Persefone è garanzia della continuità della vita.
Il mito di Ade e Persefone è uno dei racconti più famosi e avvincenti della mitologia greca. Questo racconto è stato creato per dare una spiegazione al ciclo della natura, col suo continuo mutamento.
Diversi autori dell’antichità, come Omero, Esiodo e Pausania, hanno narrato versioni differenti di questo mito. Ad esempio, in alcune versioni i genitori di Core sono Demetra e il dio Poseidone, in altre Zeus e la dea Stige. La complessità di questo racconto è sottolineata dai dettagli simbolici che hanno arricchito le varie versioni del mito. In alcune versioni Core non viene rapita, ma raggiunge gli Inferi di propria volontà.
La figura di Ade, ad esempio, spesso rappresentata esclusivamente come oscuro dio degli Inferi e crudele rapitore di Persefone, è molto più di questo. La funzione di Ade, sebbene oscura, è necessaria al ciclo di morte e rinascita della natura, in perfetta armonia con l’Equinozio di Primavera. Ade è un personaggio legato all’equilibrio tra la vita e la morte, tra la fine e le possibilità dei nuovi inizi, coinvolto nella protezione di un ciclo naturale ineluttabile.
Studi storici suggeriscono che il mito di Ade e Persefone trovasse collocazione nei rituali dei Misteri Eleusini, celebrazioni segrete in onore di Demetra e Persefone, e del ciclo della natura. Le pratiche rituali, tramandate oralmente e poi scritte da autori come Ovidio e Cicerone, rivelano dettagli importanti. L’Equinozio di Primavera era percepito non solo come un evento astronomico, ma come un momento in cui l’ordine cosmico veniva ristabilito: il mito di Ade e Persefone forniva una spiegazione alla trasformazione dell’ordine.
In un’ottica filosofica, forse derivante dai Misteri Eleusini, la storia di Persefone è legata anche al destino ultimo dell’Uomo e alla speranza di una vita ultraterrena. La sepoltura delle spoglie mortali non impediscono all’anima di raggiungere l’immortalità, in un ciclo di morte e rinascita che rimanda al continuo viaggio di andata e ritorno di Persefone verso gli Inferi.
Le interpretazioni moderne del mito di Ade e Persefone hanno ampliato il significato antico dell’episodio mitologico, applicandolo anche ai mutamenti interiori dell’animo umano. Spesso i momenti di crisi personale sono considerati il preludio di una intima rigenerazione e rinascita. Nell’ottica che a ogni “inverno” interiore seguirà la rinascita di una “primavera” spirituale.
In chiave simbolica, la discesa di Persefone negli Inferi può essere tradotta come un’esplorazione degli strati più profondi e oscuri del nostro essere. Il successivo ritorno della giovane dea alla superficie corrisponde all’atto di riemergere dalla nostra intimità, consapevoli della propria forza interiore e desiderosi di rinnovamento. Persefone è dea della Primavera, che si rigenera sbocciando dal sottosuolo: è regina sia della vita che della morte.
Anche la figura di Ade ha un profondo significato simbolico. Nell’episodio del rapimento, egli impersonifica l’ombra necessaria a disegnare la luce, riesce a trasformare la sofferenza in un’occasione di maturazione. Ade è il custode del ciclo inevitabile di trasformazione e rinascita che attraversa ogni esistenza. Il supremo giudice dell’Oltretomba, garante dei giuramenti, simboleggia la certezza e il rigore della morte.
Allo stesso modo, il dolore di Demetra evoca la sofferenza dei grandi mutamenti interiori. La gioia che pervade la dea, madre e garante della fertilità, comporta quel rinnovo stagionale che ci insegna come ogni fine corrisponda a un nuovo inizio. È un invito a ricordare che le avversità possono trasformarsi in opportunità.
Il racconto mitologico ci invita ad accettare i momenti di buio e difficoltà come parte essenziale del viaggio verso il proprio destino. In questo senso, l’Equinozio di Primavera è un archetipo universale del cambiamento necessario al proprio percorso di formazione personale. Il mito di Ade e Persefone e l’Equinozio di Primavera diventano così potenti metafore del ciclo di morte e rinascita che contraddistingue l’esistenza.
Dopotutto, per i nostri antenati, l’Equinozio di Primavera era molto più di un evento astronomico. Il mito di Ade e Persefone, che gli era collegato, era un potente simbolo di speranza e metamorfosi, una narrazione che contribuiva a consolidare una comunità attorno a un determinato sistema di credenze religiose.