A Palermo, uno dei musei poco conosciuti, ma non dagli appassionati di zoologia, è il “Pietro Doderlein” in via Archirafi 16, accanto all’edificio del Dipartimento di scienze della terra e del mare. La struttura è stata intitolata al geologo e zoologo (1809-1895) nato a Ragusa in Dalmazia, oggi Dubrovnik. La raccolta degli esemplari venne costituita durante la sua attività di professore universitario di Zoologia e Anatomia Comparata, tra il 1862 e 1894, ma trasferita in questo fabbricato nel 1913.
Entrando, accanto alla biglietteria, si ammira una scultura che raffigura lo scienziato, opera di Mario Rutelli (1859-1941). Dal 1863 il museo ospita numerosissime collezioni che comprendono centinaia di migliaia di invertebrati e vertebrati. Gli insetti e gli animali si possono osservare nelle bellissime teche d’epoca, poste su due livelli raggiungibili e comunicanti con delle comode scale. La tecnica di conservazione unica è andata perduta perché non tramandata.
Le collezioni si suddividono: in erpetologica che comprende anfibi e rettili (1.000 esemplari), teriologica che raccoglie elementi della biologia marina (200 esemplari), ornitologica (170 esemplari), malacogica che comprende le conchiglie terrestri e marine, entomologica che raccoglie coleotteri, lepidotteri etc., ittiologica composta da circa 1.100 unità.
Tra questi si possono osservare, con notevole curiosità, due esemplari di storioni di circa 2 metri pescati alla foce del fiume Oreto nel 1911 e ben conservati. Tra i mammiferi di tutti i tipi si ammirano due esemplari di lupo siciliano, uno grande l’altro più piccolo. Si ricorda che l’ultimo lupo venne ucciso nel 1935 nelle campagne di Godrano.
Di recente il museo si è arricchito di circa 3.000 esemplari grazie alla donazione di cassette entomologiche di proprietà dei fratelli Vinciguerra, appassionati della materia. Alcune di queste sono state recuperate l’anno passato da uno studioso sulle bancarelle dell’Albergheria.